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SUMMARY:Visita guidata – Pieve di Santa Maria in Castello a Erbusco
DESCRIPTION:La facciamo aprire apposta per voi\nStoria e arte di un luogo millenario\nLa Pieve nel territorio: baluardo della nuova fede\nBenché imposto come religione ufficiale fin dal tardo IV sec. d.C., il cristianesimo impiegò non poco tempo a sradicare i culti pagani.\nLe Pievi si ergono come fortezze della fede in un mondo agreste che aveva conservato le antiche pratiche religiose. Esse agiscono come centri di aggregazione e simbolo di civiltà a controllo di un paesaggio dove la foresta, luogo dell’ignoto e della perdizione, era tornata ad estendersi su vaste aree.\nLuogo di grandissima rilevanza storica nella Franciacorta medievale, la Pieve di Erbusco sorge al centro di un castello di cui restano parte della cinta muraria e il ponte levatoio. È tra le più antiche fondazioni del territorio bresciano, come testimoniano le tracce di arredo scultoreo altomedievale incastonate sui muri della chiesa. Se all’esterno oggi si mostra come perfetto esempio di architettura romanica lombarda, con la sua abside in pietra candida scandita da semicolonne e monofore, all’interno conserva una decorazione pittorica di grande importanza.\nLa decorazione pittorica: documento del Tardogotico bresciano\nNel XV secolo, grazie ai suoi vastissimi possedimenti sul territorio franciacortino e grazie all’influenza della nobile famiglia degli Oldofredi di Iseo, la Pieve di Santa Maria in Castello visse il suo periodo di massimo splendore. In questo particolare momento si colloca la vasta decorazione a fresco del presbiterio: una decorazione complessa, organizzata in diversi registri e che comprende sia riquadri singoli in forma di ex voto che un ciclo vero e proprio di storie neotestamentarie.\nGli affreschi si devono ad una committenza colta, capace di coinvolgere maestranze istruite alla raffinata scuola del tardogotico lombardo e ci trasmettono un momento storico artistico tra i più importanti per Brescia: la venuta nel nostro territorio di Gentile da Fabriano fra il 1414 e il 1419, quando venne chiamato a decorare un ambiente molto caro al novello signore di Brescia: Pandolfo Malatesta. Si tratta della famosa “cappella palatina” del Broletto intitolata a San Giorgio.\nNelle preziosità della Madonna col Bambino del Maestro del 1442, nelle linee morbide e falcate delle Storie della Vergine, si coglie il riflesso dell’opera di uno dei maggiori esponenti di quello che è stato definito l’ “Altro Rinascimento”.\nA cura di: Letizia Barozzi, storica dell’arte specializzata in storia dell’arte medievale, dottoranda presso l’Università “La Sapienza” di Roma\nabside-esterno-pieve erbuscoEsterno della pieveabside-interno-pieve-erbuscoAffreschi dell’absideaffresco-pieve-santa-maria-erbuscoEx-voto\n
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ORGANIZER;CN=Manuela Barbiani:MAILTO:ilmosaico@bidibrescia.com
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