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SUMMARY:Visita guidata – Iseo
DESCRIPTION:Lo storico borgo che da nome al lago\nL’abitato di Iseo si allarga a semicerchio irregolare tra le pendici del monte e la riva del lago. Il suo nucleo storico, nonostante le trasformazioni ottocentesche, mantiene urbanisticamente l’aspetto che Iseo aveva nel Medioevo quando vicoli e contrade iniziarono a si svilupparsi tra il castello Oldofredi, la pieve di Sant’Andrea e l’importante porto mercantile che fu all’origine della fortuna economica del borgo sull’acqua.\nPiazza Garibaldi ne era, e ancora ne è, il cuore. Completamente circondata da edifici porticati, che un tempo ospitavano fondachi e proteggevano grandi quantità di merci provenienti dall’oltralpe per i mercati italiani e viceversa, la piazza permette ancora di leggere chiaramente l’antica vocazione mercantile di Iseo. Oggi gli originari fondachi sono sede di negozi e bar con tavolini all’aperto dove sostare per una piacevole pausa-caffè.\nDalla piazza si scorge, seminascosta, la facciata del piccolo oratorio di Santa Maria del Mercato, nel cui nome si mantiene il ricordo dei grandi traffici che hanno caratterizzato per secoli quest’area del paese. Modesto all’esterno risulta invece molto interessante all’interno, dove restauri conclusi nel 2002 hanno portato alla luce affreschi del ‘400 e del ‘500.\nCon ogni probabilità il nucleo primordiale dell’insediamento è stato il dosso su cui oggi si erge la mole di castello Oldofredi che prende nome dalla potentissima famiglia ghibellina che si impose per secoli tra Franciacorta e basso lago d’Iseo. Si tratta di uno degli esempi meglio conservati di architettura militare basso-medievale della provincia di Brescia. Ci si arriva risalendo scalette e vicoli che permettono di scoprire alcuni degli angoli più nascosti del paese.\nPresso la fortezza ha inizio via della Pieve, vecchio tracciato viario che unisce direttamente i due nuclei più antichi di Iseo: il castello e l’area sacra. Sfociando sul sagrato ci si trova circondati da ben tre chiese: San Giovanni, San Silvestro e la Pieve di Sant’Andrea.\nRustica e molto particolare la millenaria facciata di quest’ultima, la cui torre del XII secolo si trova esattamente al suo centro. L’interno disorienta un po’ perché contrasta con la facciata il suo ordinatissimo aspetto neoclassico, opera peraltro di uno dei più importanti architetti lombardi dell’800: il bresciano Rodolfo Vantini. Vale decisamente una visita anche per la presenza di alcune opere di grande pregio, tra le quali una tela di Francesco Hayez con San Michele Arcangelo che caccia Lucifero dal Paradiso.\nPrima di chiudere la visita ad Iseo bisogna entrare nel piccolo oratorio di San Silvestro, le cui origini sono tanto lontane quanto ignote. Dei due livelli che lo compongono, oggi si può visitare solo quello superiore poiché l’altro, l’inferiore, venne trasformato in ossario nel ‘600. Qui infatti vennero trasferiti i resti di tutti i defunti sepolti nel campo santo quando si scelse tale area per far posto alle vittime della peste manzoniana. Tuttora il livello basso di San Silvestro è ingombro d’ossa e segatura.\nMa la cosa interessante sta nell’abside dell’oratorio: una rarissima Danza macabra realizzata tra fine ‘400 e gli inizi ’500. I rappresentanti di tutte le classi sociali si dirigono verso la morte accompagnati da uno scheletro danzante: il papa con l’imperatore, il medico e l’avvocato e poi via via fino al mercante e al contadino. Come indica con chiarezza il nome che diamo a questo genere pittorico, la morte che balla accanto a diverse categorie di persone oggi a noi pare qualcosa di macabro ma quale significato aveva il “memento mori”, il “ricordati che devi morire”, al tempo in cui questo dipinto venne realizzato?\niseo-piazza-garibaldiPiazza Garibaldipieve-sant-andrea-iseoPieve di S. A ndreadanza-macabra-san-silvestroDanza macabra\n
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