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SUMMARY:Visita guidata – Mostra: I Macchiaioli
DESCRIPTION:I Macchiaioli: visita guidata alla mostra in Palazzo Martinengo\nQuesta visita guidata è anche in calendario, controlla le date e iscriviti \nGiovani artisti che “si danno alla macchia”, in sostanza “banditi”, “furtivi”, “illegali”. È con questo significato critico e denigratorio che bisogna intendere il nome col quale vennero additati per la prima volta al pubblico i pittori di una delle più importanti avanguardie artistiche a livello europeo:\nGià da tempo si parla fra gli artisti di una nuova scuola che si è formata, e che è stata chiamata dei Macchiajoli […]Nelle teste delle loro figure voi cercate il naso, la bocca, gli occhi e le altre parti: voi ci vedete delle macchie senza forma… che l’effetto debba uccidere il disegno, fin la forma, questo è troppo. (Gazzetta del popolo, 3 novembre 1862)\nIn questa recensione per la prima volta si faceva uso del termine “Macchiaioli” per battezzare, con malcelata ironia, quel gruppo dei pittori “progressisti” e “veristi” che si ritrovavano al Caffè Michelangiolo (locale del centro storico di Firenze) dove si andava teorizzando “la macchia in opposizione alla forma”. I critici si dovettero ricredere anni dopo, grazie ai definitivi riconoscimenti ottenuti dal movimento all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1865.\nAl Caffè Michelangiolo alcuni pittori toscani, a cui più tardi si aggiunsero artisti in fuga da altri stati italiani e che nel Granducato di Toscana trovarono il luogo più tollerante della Penisola, si incontravano al fine di creare un movimento artistico progressista e nazionale che fosse espressione del nascente Stato italiano. Sono insofferenti nei confronti della pittura storico-celebrativa. Questi pittori ritengono fredda l’arte tradizionale e incapace di rappresentare la realtà. Il loro spirito anticonformista e rivoluzionario li pone in contrasto con gli sterili canoni estetici delle istituzioni accademiche, all’interno delle quali loro stessi si sono formati. No, dunque, al Romanticismo, no al Neoclassicismo e al Purismo accademico; sì alla riproduzione attenta del reale secondo una concezione formale che si basi sul rapporto dei colori, sui contrasti tra luce e ombra sotto il vessillo della “macchia” e la bandiera del “realismo”.\nGoliardi, bohémien, votati alla causa del Risorgimento e dell’Italia unita, animarono il Caffè Michelangiolo di ferventi discussioni :\nTutto avveniva spontaneo e all’improvviso, il più delle volte una grave discussione aveva origine da una parola grossa. A un tavolino vedevasi quattro o cinque che discutevano sul serio, a un altro sette o otto si sbellicavano dalle rise. Era un corbellare fine e reciproco, ora gli entusiasmi quarantottini del Lega, ora il pizzo di Ca’ Bianca, la bazza del Fattori, la bocca del Signorini, gli occhialuti del Rivolta e il nasone di Nino Costa. (Adriano Cecconi)\nI macchiaioli raccontano l’amore per la vita, per la libertà, per la giustizia. I temi dei loro dipinti sono quotidiani e semplici come la natura, le scene di vita rurale o di lavoro operaio, attività domestiche o svaghi borghesi ma sono anche le grandi battaglie del Risorgimento. Il 1859, anno della seconda Guerra d’Indipendenza, fu un momento di snodo importante nella storia dei macchiaioli. Molti di loro partecipano ai combattimenti e la possibilità di osservare da vicino gli eventi bellici permise loro di rinnovare la pittura di battaglia svuotandola di ogni intento retorico per sottolineare invece il valore dei soldati, la durezza del loro sacrificio la verità dei loro sentimenti.\nLA MOSTRA\nNelle 10 sezioni tematiche della mostra di Palazzo Martinengo si trovano esposte oltre 100 opere: accanto a Fattori, Lega e Signorini (i nomi più noti del movimento macchiaiolo) si contemplano Cabianca, Borrani, Abbati, Zandomeneghi e molti altri.\nCome sempre accade per le mostre di Palazzo Martinengo tante opere provengono da collezioni private ed è quindi questa un’occasione unica per ammirarle. Alcune invece sono state prestate da importanti musei come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e il Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.\nPer mezzo delle opere esposte, il percorso allestito in palazzo Martinengo ci porta nei luoghi “del cuore” dei Macchiaioli (il Caffè Michelangiolo, la tranquilla campagna maremmana, Castiglioncello e il mare della Liguria), ci colloca sui campi di battaglia del Risorgimento (particolarmente importanti le tele di Fattori e Signorini consacrate alle celebri battaglie di San Martino e Solferino), ci aiuta a comprendere i rapporti con le più importanti correnti artistiche dell’Europa loro contemporanea (dal realismo all’impressionismo) e a vedere l’evoluzione artistica interna al movimento prodotta dalla capacità dei Macchiaioli di mettersi costantemente in discussione.\nPROSSIME DATE IN CALENDARIO\n\n08/06 h. 15:40 POSTI ESAURITI\n\nVISITA GUIDATA A CURA DI\nManuela Barbiani, guida turistica abilitata\nCOSTO DELLA VISITA GUIDATA NELLE DATE IN CALENDARIO\n\nAdulti e ragazzi oltre i 16 anni: € 8,00 a testa\nBambini e ragazzi fino ai 16 anni: € 6,00 a testa\n\nCOSTO DELLA VISITA GUIDATA IN DATA DA CONCORDARE PER GRUPPI GIÀ FORMATI\nvedi le nostre tariffe (link in alto a destra)\nCOSTO BIGLIETTI D’INGRESSO ALLA MOSTRA\n\nIntero € 14: se il gruppo non supera le 15 unità\nRidotto € 12: gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, studenti universitari con tesserino, soci Touring Club con tessera, soci FAI con tessera, insegnanti, possessori di carta di credito e bancomat Banco BPM\nRidotto scuole € 6\nRidotto speciale famiglia € 36: valido per l’ingresso di 2 adulti e fino a 2 bambini (fino ai 14 anni) oppure per 1 adulto e fino a 3 bambini (fino ai 14 anni)\nGratuito: minori di 6 anni, disabili con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, un accompagnatore per gruppo di adulti\n\nmietitura-a-san-marcello-odoardo-borraniacquaiole-telemaco-signoriniraccolta-fieno-maremma-giovanni-fattori\n
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